"Uno, nessuno e centomila" di Luigi Pirandello - Sofia Terraneo

"Uno, nessuno e centomila" è l'ultimo e uno tra i più famosi romanzi di Luigi Pirandello.
Il protagonista della storia è Vitangelo Moscarda, un uomo ordinario e benestante che vive nella cittadina di Richieri. Una mattina mentre era intento a guardarsi allo specchio, la moglie gli fa notare che il suo naso è leggermente storto.
Vitangelo rimane colpito dall'osservazione della moglie dato che in tutta la sua vita non si era mai accorto di questo suo difetto. Il protagonista comincia così a riflettere e a capire che il modo in cui lo vedono gli altri è diverso da come lui vede se stesso. Ogni persona che incontra nel corso della sua vita si fa di lui un'idea diversa; egli non è dunque "uno solo" per tutti ma è "centomila" personalità differenti.
Turbato da questi pensieri che lo tormentano il protagonista decide di cambiare le sue abitudini e i suoi modi di fare in modo che chiunque lo conosca possa farsi di lui un'idea unica e positiva. I gesti che arriva a compiere però vengono visti dagli altri come delle pazzie, tanto che anche la moglie decide di lasciarlo. Per cancellare l'immagine di usuraio che le persone del suo paese gli attribuiscono decide di ritirare tutti i soldi ereditati dal padre ed investiti nell'attività bancaria, portandola sull'orlo del fallimento. Turbati da questi strani comportamenti, i colleghi Quantorzo e Firbo si alleano con la moglie di Moscarda ed escogitano un piano per rinchiudere in manicomio il protagonista.
L'unica persona che cerca di aiutare Vitangelo è Anna Rosa che confessa all'uomo quello che sua moglie e i suoi conoscenti hanno intenzione di fare. I due diventano amici e Moscarda confida alla donna tutti i suoi tormenti. Anna Rosa però spaventata  dai suoi pensieri decide di sparargli, ferendolo gravemente.
Infine, confidandosi con il vescovo, Vitangelo decide di donare tutti i suoi beni ai più poveri e fa costruire un ospizio, dove lui stesso alla fine del romanzo andrà a vivere. Rinchiuso nell'ospizio il protagonista riesce finalmente a trovare un po' di pace interiore. Egli non è più costretto a essere qualcuno, può abbandonare le maschere che la società gli ha imposto e può finalmente vivere attimo per attimo e abbandonarsi al flusso della vita.

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